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BOLLO AUTO STORICHE

Come ben saprete chi possiede un’auto con almeno vent’anni alle spalle gode dell’esenzione dal bollo.

La legge di stabilità 2015 (l. 190/2014) ha eliminato il beneficio di esenzione totale dei veicoli ultraventennali, ovvero dai 20 ai 29 anni di vita. Non tutte le regioni e le province autonome, tuttavia, si sono allineate al legislatore statale, generando una disparità fiscale nelle varie aree del Paese, a fronte di esenzioni, riduzioni e applicazione della tassa ordinaria.

Infonografiche Bollo storico (3)

Il potere è di pochi, solo ASI emette il CRS

Con la Legge di Bilancio dello Stato per il 2019 è stato disposto che le auto di interesse storico e collezionistico con anzianità di immatricolazione compresa tra i venti e i ventinove anni in possesso del certificato di rilevanza storica  (CRS ASI) annotato sulla carta di circolazione hanno diritto ad una riduzione del 50% del bollo auto, mentre gli autoveicoli e i motoveicoli ultraventennali, esclusi quelli adibiti ad uso professionale, senza certificato di rilevanza storica annotato sulla carta di circolazione ma con attestazione di storicità ASI o FMI sono assoggettati al pagamento della tassa automobilistica regionale nella misura ridotta del 10 per cento.

Potere alle regioni

Il 20 maggio 2019 è stata emessa una sentenza dalla Corte Costituzionale, la quale ha affidato alle Regioni la totale discrezionalità in materia di tributi, purché nei limiti del massimale imposto dalle norme statali. La sentenza a cui si fa riferimento è la n. 122 del 20 maggio 2019, con la quale i giudici costituzionali hanno deciso che le peculiarità attribuite alla tassa automobilistica impongono alle Regioni soltanto di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale. Questo quindi indica che le regioni hanno il potere d’introdurre delle esenzioni anche se non sono previste dal legislatore statale.